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Decreto ingiuntivo per fatture non pagate: come funziona per un'impresa edile

Il cliente non paga il SAL e la diffida non è servita. Ecco cosa ti serve per il decreto ingiuntivo e come si arriva al pignoramento.

di Margine di Cantiere5 minuti
In breve

Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento che il giudice emette sulla base di una prova scritta, come fatture elettroniche, contratto e SAL firmati. Il cliente ha 40 giorni dalla notifica per pagare o fare opposizione; se non si oppone il decreto diventa esecutivo, e in alcuni casi il giudice lo rende esecutivo subito.

Lettera firmata su una cartellina, tra buste e documenti su una scrivania
Contratto, SAL firmati e fatture: il fascicolo da preparare prima del ricorso.

Cos'è il decreto ingiuntivo?

Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento che il giudice emette su richiesta del creditore, senza sentire prima il debitore. È la strada più usata per recuperare una fattura o un SAL non pagato, perché è più rapida di una causa normale. Lo regolano gli articoli 633 e seguenti del codice di procedura civile.

Serve un credito di una somma precisa e una prova scritta. Se il diritto dipende da una tua prestazione, come i lavori eseguiti, devi dare elementi che facciano presumere che l'hai fatta.

Prima del giudice: sollecito e diffida

Prima del ricorso conviene fare due passi, uno morbido e uno formale. Costano poco e a volte bastano.

  1. Sollecito. Una telefonata e poi una mail con l'elenco delle fatture scadute, gli importi e le date. Spesso il problema è un SAL fermo in un ufficio o una fattura contestata a voce.
  2. Diffida. Una lettera via PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno: chiedi di pagare entro un termine (di solito 15 giorni) e avvisi che poi andrai dal giudice. Meglio se la firma l'avvocato.
  3. Interessi. Nella diffida aggiungi gli interessi di mora e i 40 euro forfettari previsti dal D.Lgs. 231/2002: tra imprese corrono dal giorno dopo la scadenza, anche senza diffida.

Se il cliente contesta i lavori per iscritto, prendi nota di cosa contesta: è quello che dirà anche al giudice.

Cosa serve per chiedere il decreto?

Serve una prova scritta del credito. Per un'impresa che fa lavori il codice ammette più documenti, e conviene portarli tutti.

DocumentoA cosa serve
Contratto o preventivo firmato dal clienteDimostra cosa avete pattuito: lavori, prezzo, termini di pagamento
SAL firmati dal direttore lavori o dal committenteDimostrano che i lavori sono stati eseguiti e accettati
Fatture elettroniche passate dallo SdISono prova scritta per le prestazioni di servizi delle imprese
Estratto autentico delle scritture contabiliIl registro IVA o il libro giornale, autenticato dal notaio, prova il credito
Mail o lettere in cui il cliente riconosce il debitoRafforzano la prova e possono servire per la provvisoria esecuzione

Fonti: artt. 633 e 634 del codice di procedura civile.

Le fatture elettroniche trasmesse con il Sistema di Interscambio sono prova scritta dal correttivo del 2024 (art. 634 c.p.c.), per i procedimenti iniziati dopo il 28 febbraio 2023. Prima serviva quasi sempre l'estratto autentico delle scritture contabili, che resta valido.

Cosa controllare prima di partire

Prima di dare il mandato all'avvocato, fai una verifica di dieci minuti sul fascicolo. Il giudice guarda solo le carte.

Se una parte del lavoro è contestata, valuta con l'avvocato se chiedere subito solo la parte certa.

Come si svolge, passo per passo

Il ricorso lo deposita il tuo avvocato in via telematica. Davanti al giudice di pace se il credito non supera i 10.000 euro, davanti al tribunale sopra.

  1. Ricorso. L'avvocato deposita il ricorso con i documenti e paga il contributo unificato.
  2. Decreto. Il giudice decide sulla carta. Il codice gli dà 30 giorni dal deposito; se mancano prove, chiede di integrarle o rigetta.
  3. Notifica. Il decreto va notificato al cliente entro 60 giorni dalla pronuncia, altrimenti perde efficacia.
  4. 40 giorni. Dalla notifica il cliente ha 40 giorni per pagare o per fare opposizione. Il giudice può accorciare il termine fino a 10 giorni o allungarlo fino a 60 se ci sono giusti motivi.
  5. Esecutività. Se il cliente non si oppone, il giudice dichiara il decreto esecutivo e puoi pignorare conti, crediti o beni.

Cos'è la provvisoria esecuzione?

La provvisoria esecuzione ti permette di pignorare subito, senza aspettare i 40 giorni. Il giudice la concede, su tua richiesta, nei casi dell'articolo 642 c.p.c.:

Un SAL firmato dal committente può avere questo peso: valuta con l'avvocato se chiederla. Il giudice può chiederti una cauzione.

E se il cliente fa opposizione?

Con l'opposizione si apre una causa normale, in cui il cliente porta le sue contestazioni. Il decreto però non sparisce. Alla prima udienza il giudice può renderlo esecutivo se l'opposizione non si fonda su prova scritta, e deve farlo per le somme che il cliente non contesta (art. 648 c.p.c.). Ecco perché conviene separare in fattura le parti di lavoro accettate da quelle in discussione.

Quanto costa il contributo unificato?

Per il decreto ingiuntivo il contributo unificato è la metà di quello di una causa ordinaria, come prevede l'articolo 13 del DPR 115/2002.

Valore del creditoCausa ordinariaDecreto ingiuntivo
Fino a 1.100 euro43,0021,50
Da 1.100 a 5.200 euro98,0049,00
Da 5.200 a 26.000 euro237,00118,50
Da 26.000 a 52.000 euro518,00259,00
Da 52.000 a 260.000 euro759,00379,50
Da 260.000 a 520.000 euro1.214,00607,00
Oltre 520.000 euro1.686,00843,00

Importi in euro dall'art. 13 del DPR 115/2002, testo vigente a novembre 2026. A questi si aggiungono 27 euro di anticipazioni forfettarie (art. 30), la notifica e il compenso dell'avvocato.

Le spese legali del decreto il giudice le liquida e le mette a carico del cliente insieme al credito. Se il cliente non ha niente da pignorare, però, restano a te: prima di partire chiedi all'avvocato una visura del debitore.

Il decreto ingiuntivo funziona quando i documenti sono pronti il giorno in cui finisci i lavori, non il giorno in cui ti servono.

Domande frequenti

Quanto tempo ha il cliente per fare opposizione al decreto ingiuntivo?

40 giorni dalla notifica. Il giudice può ridurlo fino a 10 giorni o aumentarlo fino a 60 se ci sono giusti motivi.

La fattura elettronica basta come prova?

Per le prestazioni delle imprese le fatture elettroniche trasmesse con lo SdI sono prova scritta idonea, per i procedimenti iniziati dopo il 28 febbraio 2023. Conviene comunque allegare contratto e SAL firmati.

Quanto costa il contributo unificato per un decreto ingiuntivo?

È la metà di quello di una causa ordinaria: per esempio 118,50 euro per un credito tra 5.200 e 26.000 euro, più 27 euro di anticipazioni forfettarie.

Posso pignorare subito senza aspettare 40 giorni?

Solo se il giudice concede la provvisoria esecuzione, per esempio quando c'è un documento firmato dal debitore che prova il credito o un pericolo di grave danno nel ritardo.

Devo mandare una diffida prima del ricorso?

La legge non la impone per il decreto ingiuntivo, ma è utile: a volte il cliente paga, e se contesta sai già su cosa.

Fonti

  1. Normattiva: codice di procedura civile, artt. 633 e seguenti sul procedimento d'ingiunzione
  2. Normattiva: art. 634 c.p.c., prova scritta, estratti contabili e fatture elettroniche
  3. Normattiva: art. 642 c.p.c., esecuzione provvisoria del decreto
  4. Normattiva: art. 13 del DPR 115/2002, importi del contributo unificato
  5. Normattiva: D.Lgs. 231/2002, interessi di mora e 40 euro forfettari

Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se una norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.