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Split payment nei lavori pubblici: perché l'IVA non arriva in cassa

Fatturi il SAL al comune e ti arriva solo l'imponibile. L'IVA sugli acquisti però la paghi tu, e la cassa va a credito.

di Margine di Cantiere5 minuti
In breve

Con lo split payment l'ente pubblico che riceve la tua fattura paga a te solo l'imponibile e versa l'IVA direttamente allo Stato. Siccome l'IVA sugli acquisti la anticipi tu, l'impresa che lavora per enti pubblici va a credito IVA: lo recuperi con la compensazione in F24 o con il rimborso, che per lo split payment è prioritario.

Mani che scrivono su un quaderno accanto a una calcolatrice da ufficio
Un cantiere pubblico: la fattura del SAL arriva in banca senza l'IVA.

Che cos'è lo split payment?

Lo split payment (in italiano «scissione dei pagamenti») è la regola per cui l'ente pubblico che ti paga una fattura versa l'IVA direttamente allo Stato, non a te. Tu emetti la fattura con l'IVA esposta, ma sul conto ti arriva solo l'imponibile. L'IVA la paga l'ente con il suo F24.

Oggi la regola sta nell'articolo 17-ter del DPR 633/1972. Dal 1° gennaio 2027 quell'articolo viene abrogato e la stessa regola passa all'articolo 65 del nuovo Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), con contenuto uguale nella sostanza. Il meccanismo è una deroga alle regole europee: il Consiglio UE lo ha prorogato fino al 30 giugno 2029, senza interruzioni dopo il 30 giugno 2026.

Chi applica lo split payment?

Lo applichi quando fatturi a una pubblica amministrazione o a uno dei soggetti che la legge le affianca. L'elenco, secondo il testo unico, è questo:

Se hai un dubbio su un committente, puoi chiedergli un documento che attesti che rientra nello split payment: la legge lo obbliga a rilasciarlo, e con quel documento in mano sei tenuto ad applicarlo.

E il reverse charge nel subappalto?

I due meccanismi non si sommano: dove c'è il reverse charge, lo split payment non si applica. Lo dice la norma stessa, che esclude i casi in cui il committente è già «debitore d'imposta», e lo conferma la circolare 15/E del 2015 dell'Agenzia delle Entrate.

Chi fattura a chiRegola IVA
La tua impresa (appaltatore) fattura il SAL al comuneSplit payment: il comune ti paga l'imponibile e versa l'IVA
Il tuo subappaltatore fattura a te i lavori ediliReverse charge: fattura senza IVA, la integri tu nei registri
Ente pubblico che compra servizi edili per la sua attività commerciale, in un caso da reverse chargeReverse charge, niente split payment
Compensi soggetti a ritenuta (per esempio un professionista)Niente split payment

Per l'impresa edile il caso tipico è il primo: tu prendi l'appalto dall'ente e fatturi in split payment; chi lavora per te in subappalto ti fattura in reverse charge. Risultato: sulle entrate non incassi IVA, sulle uscite verso i subappaltatori non ne paghi, ma su materiali, noli, carburante e attrezzature l'IVA la paghi tutta.

Perché la tua impresa va a credito IVA

Vai a credito perché l'IVA sugli acquisti la anticipi tu, mentre quella sulle vendite non ti passa più per le mani. Prima dello split payment l'IVA incassata dal cliente pubblico copriva quella pagata ai fornitori, e spesso avanzava qualcosa da versare. Ora la liquidazione IVA mese dopo mese chiude in credito, e quel credito sono soldi tuoi fermi presso lo Stato.

In un'impresa che lavora quasi solo per enti pubblici il credito cresce ogni mese. Non è un costo, ma pesa sulla cassa come un cliente che paga in ritardo.

Un esempio su un SAL

Un'impresa emette al comune la fattura del terzo SAL: 100.000 euro di lavori, IVA al 22%. Nello stesso mese compra materiali e noli per 30.000 euro più IVA, e riceve fatture di subappalto per 25.000 euro in reverse charge.

Voce del meseSenza split paymentCon split payment
Incasso dal comune122.000100.000
IVA a debito sulla fattura del SAL22.0000
IVA pagata su materiali e noli6.6006.600
IVA subappalto (debito e credito si annullano)00
Liquidazione IVA del mese15.400 da versare−6.600 a credito

Esempio con numeri inventati, per mostrare il metodo. L'aliquota della tua fattura dipende dal tipo di lavoro.

Senza split payment l'impresa incassava 122.000 euro e ne versava 15.400 il 16 del mese dopo. Con lo split payment incassa 100.000 euro e resta con 6.600 euro di IVA anticipata e non recuperata. Su un anno di lavori pubblici questi numeri si moltiplicano per dodici.

Come recuperare il credito IVA

Il credito si recupera in due modi: lo usi per pagare altre imposte e contributi in F24 (compensazione) oppure chiedi il rimborso. Per chi lavora in split payment il rimborso ha una corsia veloce.

  1. Rimborso prioritario. Le operazioni in split payment contano come operazioni ad aliquota zero nel calcolo dell'«aliquota media». Se l'IVA media sugli acquisti supera quella sulle vendite di oltre il 10%, puoi chiedere il rimborso, anche ogni trimestre. Secondo la circolare 15/E la priorità vale solo con questo presupposto e solo fino all'IVA delle fatture in split payment del periodo: il resto segue la fila normale.
  2. Rimborso trimestrale. Si chiede con il modello IVA TR quando il credito del trimestre supera 2.582,28 euro.
  3. Compensazione in F24. Oltre 5.000 euro l'anno di credito IVA da compensare servono il visto di conformità e l'attesa del decimo giorno dopo la presentazione della dichiarazione o dell'istanza. Il tetto annuo delle compensazioni è di 2 milioni di euro.

Quale strada convenga dipende dai tuoi F24 del mese: se paghi molti contributi e ritenute, la compensazione libera cassa subito. Se il credito è più grande di quello che riesci a compensare, il rimborso prioritario evita che resti fermo per anni. Fai la scelta con il commercialista, trimestre per trimestre.

Cosa mettere nel piano di cassa

Nel piano di cassa i SAL pubblici vanno scritti al netto dell'IVA, alla data in cui l'ente paga davvero. L'IVA sugli acquisti va tra le uscite, e il rimborso tra le entrate solo quando sai il trimestre in cui arriva. Così il credito IVA smette di essere una sorpresa e diventa una riga da seguire.

Il credito IVA non è un guadagno: sono soldi tuoi che lo Stato ti restituisce quando li chiedi.

Domande frequenti

Lo split payment vale ancora nel 2026?

Sì. Il Consiglio UE lo ha prorogato fino al 30 giugno 2029, senza interruzioni dopo il 30 giugno 2026.

Se fatturo a un comune, devo versare io l'IVA?

No. In split payment l'IVA la versa il comune. Tu emetti la fattura con l'IVA esposta e l'annotazione «scissione dei pagamenti», ma non la metti a debito nella liquidazione.

Il subappaltatore che lavora per me su un cantiere pubblico applica lo split payment?

No. Ti fattura in reverse charge, perché il committente sei tu, un'impresa, e non l'ente pubblico.

Come recupero il credito IVA che si forma?

Con la compensazione in F24 con altre imposte e contributi, oppure chiedendo il rimborso, anche trimestrale. Per la parte legata allo split payment il rimborso è eseguito in via prioritaria se il presupposto è l'aliquota media.

Cosa cambia dal 2027 con il Testo unico IVA?

L'articolo 17-ter del DPR 633/1972 viene abrogato e la regola passa all'articolo 65 del Testo unico IVA. Il meccanismo per chi fattura resta lo stesso.

Fonti

  1. Normattiva: art. 17-ter del DPR 633/1972 (scissione dei pagamenti)
  2. Normattiva: D.Lgs. 10/2026, Testo unico IVA (art. 65, in vigore dal 1° gennaio 2027)
  3. Dipartimento delle Finanze: pubblicata la decisione UE di proroga dello split payment fino al 30 giugno 2029
  4. Agenzia delle Entrate: circolare 15/E del 13 aprile 2015 su split payment, reverse charge e rimborsi prioritari
  5. Agenzia delle Entrate: crediti IVA trimestrali, soglie e limiti di compensazione

Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se una norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.