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Ritenuta d'acconto sui bonifici dei bonus edilizi: l'11% che la banca trattiene all'impresa

Il cliente paga con il bonifico per la detrazione e sul conto arriva meno di quanto hai fatturato. Non è un errore della banca: è la ritenuta d'acconto, e va messa nei conti.

di Margine di Cantiere6 minuti
In breve

Quando un cliente paga i lavori con il bonifico parlante per una detrazione edilizia, la banca o Poste trattengono all'impresa una ritenuta d'acconto dell'11% (dal 1° marzo 2024, art. 25 del DL 78/2010). Non è un costo: è un acconto delle imposte sul reddito, che si scala in dichiarazione e, se avanza, si usa in compensazione o si chiede a rimborso. Nel frattempo però mancano soldi in cassa, mentre l'IVA va versata per intero.

Salvadanaio verde, calcolatrice, occhiali e monete su un tavolo bianco
Una ristrutturazione con detrazione: il bonifico del cliente arriva sul conto già ridotto della ritenuta.

Cos'è la ritenuta d'acconto sui bonifici dei bonus edilizi?

È una trattenuta che la banca o Poste applicano quando sul conto della tua impresa arriva un bonifico «parlante», cioè quello che il cliente fa per avere una detrazione fiscale sui lavori. Dal 1° marzo 2024 è dell'11%. La regola è nell'articolo 25 del DL 78/2010; la legge di bilancio 2024 (legge 213/2023, art. 1, comma 88) ha portato l'aliquota dall'8% all'11%.

Non è una tassa in più. È un acconto delle imposte sul reddito della tua impresa: soldi che lo Stato incassa prima e che tu scali quando fai la dichiarazione dei redditi. Il problema è il tempo. Tra il giorno del bonifico e il giorno in cui la ritenuta torna utile possono passare più di dodici mesi, e in quel periodo quei soldi non sono in cassa.

La banca calcola la ritenuta sull'importo del bonifico senza IVA. Siccome non sa con quale aliquota hai fatturato, non usa la tua: scorpora l'IVA con un'aliquota fissa decisa dall'Agenzia delle Entrate fin dalla circolare 40/E del 2010, anche quando la tua fattura è al 10%. Per questo la ritenuta non torna mai al centesimo con l'11% del tuo imponibile: l'importo esatto lo leggi nella contabile di accredito.

Su quali bonifici si applica, e su quali no?

Si applica solo ai bonifici fatti con la causale delle detrazioni: ristrutturazione, risparmio energetico, sismabonus e gli altri bonus edilizi che il cliente paga con il bonifico dedicato. Gli altri pagamenti arrivano interi.

Chi paga e comeRitenuta della banca?
Privato con bonifico parlante per una detrazioneSì, 11%
Condominio con bonifico parlanteSì, ma solo quella della banca: il condominio non applica anche la sua ritenuta sullo stesso pagamento
Privato con bonifico normale, lavori senza detrazioneNo
Impresa o ente pubblico che ti paga una fatturaNo

Sul condominio vale una regola di buon senso, chiarita dall'Agenzia già nel 2010: quando il pagamento è un bonifico parlante, si applica solo la ritenuta della banca, così l'impresa non subisce due prelievi sullo stesso importo.

Un caso pratico che capita spesso: il cliente sbaglia e paga con un bonifico normale. La banca non trattiene nulla, ma il cliente rischia di perdere la detrazione. Secondo la guida dell'Agenzia sulle ristrutturazioni (febbraio 2026), se non può ripetere il bonifico gli serve una dichiarazione sostitutiva firmata dalla tua impresa, che attesti che hai registrato quei soldi nel reddito d'impresa. Tienine un modello pronto: te la chiederanno.

Quanto pesa sulla cassa? Un esempio con i numeri

Pesa più di quanto sembra, perché l'IVA la versi tutta mentre l'incasso arriva ridotto. Prendiamo la ristrutturazione di un appartamento: 60.000 euro di lavori più IVA al 10%, pagati dal cliente con bonifici parlanti a ogni stato di avanzamento.

VoceEuro
Lavori fatturati (imponibile)60.000
IVA in fattura (10%)6.000
Bonifici fatti dal cliente66.000
Ritenuta trattenuta dalla banca (11%)−6.600
Accreditato sul conto59.400
IVA da versare allo Stato−6.000
Resta per pagare costi e utile53.400

Esempio con numeri inventati, per mostrare il metodo. Per semplicità la ritenuta è calcolata sull'imponibile: la banca usa il suo scorporo forfettario dell'IVA e l'importo vero può essere un po' diverso.

Se su quel cantiere il margine previsto era del 10%, cioè 6.000 euro, la ritenuta da sola vale più di tutto il margine. Lo recuperi, ma con la dichiarazione dell'anno dopo.

La ritenuta non è un costo, ma per un anno o più è cassa tua che lavora per lo Stato.

C'è poi un secondo effetto, che si vede solo sull'anno intero. La ritenuta è l'11% di quello che incassi, mentre le imposte si pagano sull'utile. Un'impresa che fa 500.000 euro di lavori con i bonus subisce circa 55.000 euro di ritenute; se le sue imposte sul reddito sono, per esempio, 12.000 euro, avanzano 43.000 euro di credito. E l'anno dopo il credito si ricarica. Per chi lavora molto con le detrazioni e ha margini stretti, il credito verso lo Stato diventa una voce fissa del bilancio.

Come si recupera la ritenuta?

Si recupera scalandola dalle imposte sul reddito in dichiarazione, e usando quello che avanza come credito. I passi sono questi.

  1. Controlla le contabili. Per ogni bonifico parlante verifica importo lordo, ritenuta e netto accreditato. La banca agisce come sostituto d'imposta: versa la ritenuta allo Stato e la certifica.
  2. Registra la ritenuta come credito. In contabilità non è un costo e non è una commissione bancaria: è un acconto d'imposta. Se finisce tra le spese, il bilancio mente due volte.
  3. Scalala in dichiarazione. Le ritenute d'acconto si scomputano dall'imposta dell'anno (art. 22 del TUIR). Nelle società di persone le ritenute passano ai soci, nella stessa proporzione del reddito.
  4. Usa quello che avanza. Se le ritenute superano l'imposta, l'eccedenza si può riportare all'anno dopo, chiedere a rimborso oppure usare in compensazione nel modello F24 per pagare altre imposte e contributi.
  5. Rispetta le soglie della compensazione. Per i crediti delle imposte sui redditi sopra i 5.000 euro l'anno la compensazione parte dal decimo giorno dopo la presentazione della dichiarazione (art. 17 del D.Lgs. 241/1997) e serve il visto di conformità del professionista.

Quale strada convenga nel tuo caso, e come incastrare il credito con gli acconti dell'anno, è una domanda da fare al commercialista. Quello che puoi fare tu è sapere ogni mese quanto credito si sta accumulando.

Che differenza c'è con la ritenuta d'acconto dei professionisti?

Quella dei professionisti la trattieni tu, questa la subisci: quando paghi la parcella del geometra trattieni il 20% e lo versi con l'F24 (art. 25 del DPR 600/1973), mentre sul bonifico parlante è la banca a trattenere l'11% a te.

Come limitare l'effetto sulla cassa?

Non puoi evitarla, ma puoi smettere di farti sorprendere. Qualche regola pratica:

Sono controlli da pochi minuti al mese. Servono a una cosa sola: sapere sempre quanta parte dei tuoi soldi è ferma presso lo Stato e quando tornerà disponibile.

Domande frequenti

Quanto è la ritenuta sui bonifici dei bonus edilizi nel 2026?

È dell'11% per i bonifici accreditati dal 1° marzo 2024. Prima era dell'8%.

La ritenuta si calcola sull'importo con l'IVA?

No. La banca scorpora l'IVA dal bonifico, ma con un'aliquota fissa decisa dall'Agenzia e non con quella della tua fattura. Per questo l'importo trattenuto può non coincidere con l'11% del tuo imponibile.

La ritenuta della banca è un costo per l'impresa?

No, è un acconto delle imposte sul reddito. Si scala dalle imposte in dichiarazione; se le supera, l'eccedenza si riporta, si chiede a rimborso o si usa in compensazione nell'F24.

Se lavoro per un condominio, subisco due ritenute?

No. Quando il condominio paga con il bonifico parlante si applica solo la ritenuta della banca, non anche quella del condominio sullo stesso importo.

Il cliente ha sbagliato bonifico: cosa mi può chiedere?

Se non può rifare il bonifico, per non perdere la detrazione gli serve una dichiarazione sostitutiva della tua impresa che attesti che hai registrato l'incasso nel reddito d'impresa.

Fonti

  1. Normattiva: art. 25 del DL 78/2010, ritenuta su bonifici per detrazioni (testo vigente a luglio 2026)
  2. Agenzia delle Entrate: guida «Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali», febbraio 2026 (ritenuta dell'11% e bonifico errato)
  3. Agenzia delle Entrate: comunicato del 28 luglio 2010 sulla circolare 40/E (base di calcolo e condomini)
  4. Normattiva: art. 22 del TUIR, scomputo delle ritenute d'acconto
  5. Normattiva: art. 17 del D.Lgs. 241/1997, compensazione nel modello F24

Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se una norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.