Factoring per un'impresa edile: come funziona, quanto costa, quando conviene
Vendere le fatture per avere i soldi subito: utile quando il cliente paga tardi e il fido è pieno. Ma ha un costo che va messo contro il margine.
Il factoring è la cessione delle fatture della tua impresa a una banca o a una società di factoring, che ti anticipa subito una parte e incassa dal cliente. Per legge (art. 4 della legge 52/1991) il rischio di mancato pagamento resta a te (pro solvendo), salvo che il contratto lo trasferisca alla società (pro soluto). Conviene con clienti solidi che pagano tardi.
Cos'è il factoring, in parole semplici?
Il factoring è la vendita delle tue fatture a una banca o a una società specializzata, che ti paga subito una parte e poi incassa lei dal cliente. Tu hai i soldi prima, lei si prende una commissione e gli interessi per il tempo che aspetta.
La legge di riferimento è la legge 52 del 1991 sulla cessione dei crediti d'impresa. Si applica quando chi cede è un imprenditore, i crediti nascono da contratti della sua impresa e chi compra è una banca o un intermediario finanziario autorizzato a comprare crediti d'impresa. La stessa legge (art. 3) permette di cedere anche crediti futuri, come i SAL di un contratto già firmato, e di cederli in blocco: le condizioni le fissa il contratto con la società di factoring.
Non è la stessa cosa dell'anticipo fatture. Con l'anticipo la fattura resta tua e la banca ti presta soldi in attesa dell'incasso. Con il factoring il credito passa alla società di factoring, che spesso lo gestisce anche: solleciti, incassi, contabilità del cliente.
Pro solvendo o pro soluto: chi rischia se il cliente non paga?
Dipende da come è scritto il contratto. Con il pro solvendo il rischio resta a te: se il cliente non paga, restituisci quello che hai avuto. Con il pro soluto il rischio passa alla società di factoring, del tutto o in parte.
La regola di partenza è il pro solvendo. L'articolo 4 della legge 52/1991 dice che chi cede garantisce che il debitore pagherà, nei limiti del prezzo pattuito, salvo che la società di factoring rinunci a questa garanzia. Il pro soluto, quindi, va scritto nel contratto.
| Pro solvendo | Pro soluto | |
|---|---|---|
| Se il cliente non paga | Paghi tu | Paga la società di factoring, nei limiti del contratto |
| Costo | Più basso | Più alto: il rischio si paga |
| Quali clienti accetta | Anche clienti piccoli | Solo clienti che la società giudica solidi |
| A chi serve | A chi ha bisogno di cassa | A chi ha bisogno di cassa e vuole togliersi il rischio |
Schema semplificato. Ogni contratto ha i suoi limiti: leggi sempre la clausola sul rischio.
Attenzione: anche nel pro soluto la società di solito non copre le contestazioni sui lavori. Se il committente non paga perché dice che il massetto è fatto male, il problema torna a te.
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PubblicitàBolle e fatture
al loro posto
Una foto alla bolla e il costo va sul cantiere giusto.
GuardaQuando conviene a un'impresa edile?
Conviene quando hai crediti grossi verso clienti solidi che pagano tardi, e la banca non ti dà abbastanza fido per aspettarli. È il caso tipico dei lavori per enti pubblici, per grandi imprese generali o per condomìni con amministratore serio ma tempi lunghi.
- Sì, se hai pochi clienti grandi, con fatture da decine di migliaia di euro e pagamenti a 90 o 120 giorni.
- Sì, se il fido in banca è pieno e devi partire con un cantiere nuovo.
- Forse no, se hai tanti clienti privati piccoli: la società di factoring li valuta uno per uno e spesso non li accetta.
- No, se ci sono contestazioni aperte sui lavori, o se il contratto con il committente vieta di cedere il credito.
Prima di firmare, leggi il contratto d'appalto: alcuni committenti privati scrivono che i crediti non si possono cedere senza il loro consenso.
Quanto costa? Un esempio con i numeri
Il costo si fa di tre pezzi: una commissione sul valore della fattura, gli interessi sui soldi anticipati per i giorni di attesa e le spese fisse (istruttoria, gestione). Ecco un esempio.
Un'impresa ha una fattura da 100.000 euro verso un committente che paga a 90 giorni. Cede il credito pro solvendo e riceve subito l'80%.
| Voce | Euro |
|---|---|
| Fattura ceduta | 100.000 |
| Anticipo ricevuto subito (80%) | 80.000 |
| Commissione di factoring | −1.000 |
| Interessi su 80.000 euro per 90 giorni | −1.200 |
| Spese fisse | −150 |
| Saldo pagato quando il cliente paga | 17.650 |
| Costo totale dell'operazione | 2.350 |
Esempio con numeri inventati, per mostrare il metodo. Commissioni, interessi e percentuale anticipata cambiano da contratto a contratto.
2.350 euro su una fattura da 100.000 sono il 2,35%. Sembra poco, ma va messo contro il margine del cantiere. Se il lavoro ti lascia l'8%, il factoring ti mangia quasi un terzo dell'utile di quella fattura. Conviene se ti evita qualcosa di peggio: uno sconfinamento che si vede in Centrale rischi, un fornitore che ti blocca le consegne, un F24 pagato in ritardo con sanzioni.
Tieni presente che anche il factoring compare in Centrale rischi, tra i «rischi autoliquidanti», insieme agli anticipi su fatture (guida della Banca d'Italia).
Crediti verso la pubblica amministrazione: cosa cambia?
Con la pubblica amministrazione il factoring si usa molto, ma ci sono regole in più. Per i contratti pubblici il codice dei contratti (art. 120, comma 12) rimanda alla legge 52/1991 e, per le condizioni con cui la cessione vale verso l'ente, all'allegato II.14.
In pratica, secondo la Ragioneria generale dello Stato, la cessione di un credito verso un'amministrazione si fa con atto pubblico o scrittura privata autenticata e va notificata all'ente debitore. Quindi serve un notaio, e l'ente deve saperlo.
Prima ancora della cessione c'è un passo utile: la certificazione del credito sulla Piattaforma dei crediti commerciali del Ministero dell'Economia (Ragioneria generale dello Stato).
- Ti abiliti alla piattaforma. L'accesso passa dall'area riservata della Ragioneria, con una procedura di abilitazione.
- Chiedi la certificazione. Il credito deve essere certo, liquido ed esigibile: lavori fatti, SAL approvato, fattura non pagata.
- L'ente ha 30 giorni. Deve certificare il credito, o dire perché non è dovuto in tutto o in parte. Se non risponde, puoi chiedere che venga nominato un commissario.
- Usi il credito certificato. Puoi cederlo o farti anticipare da una banca o da un intermediario abilitato, oppure usarlo in compensazione di somme iscritte a ruolo.
Un credito certificato vale di più agli occhi di chi lo compra: l'ente ha già detto quanto deve e quando. Per le scelte sul contratto e sul bilancio, chiedi al commercialista.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra factoring e anticipo fatture?
Con l'anticipo la fattura resta tua e la banca ti presta soldi in attesa del pagamento. Con il factoring il credito passa alla società di factoring, che di solito lo incassa e lo gestisce.
Pro solvendo o pro soluto: qual è la regola?
La legge 52/1991 parte dal pro solvendo: chi cede garantisce il pagamento del cliente. Il pro soluto c'è solo se la società di factoring rinuncia a questa garanzia nel contratto.
Posso cedere un credito verso un Comune?
Sì. Per i contratti pubblici la cessione va fatta con atto pubblico o scrittura privata autenticata e notificata all'ente. Prima conviene farsi certificare il credito sulla Piattaforma dei crediti commerciali.
Il factoring compare in Centrale rischi?
Sì, tra i rischi autoliquidanti, insieme agli anticipi su fatture, quando la posizione supera la soglia di segnalazione.
Quanto costa il factoring?
Dipende dal contratto: commissione sulla fattura, interessi sui soldi anticipati e spese fisse. Fai sempre il conto in euro e confrontalo con il margine del cantiere.
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PubblicitàIl conto di questa guida,
fatto da solo
- Le ore dei rapportini dal telefono diventano costo della commessa
- Le bolle si leggono da una foto
- SAL, fatture e margine nello stesso programma
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Fonti
- Normattiva: legge 21 febbraio 1991, n. 52, cessione dei crediti d'impresa
- Normattiva: art. 4 della legge 52/1991, garanzia di solvenza
- Ragioneria generale dello Stato: Piattaforma dei crediti commerciali e certificazione dei crediti
- Normattiva: art. 120 del D.Lgs. 36/2023, codice dei contratti pubblici
- Banca d'Italia: guida alla lettura della Centrale dei rischi (PDF)
Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se una norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.