Margine di Cantiere
Soldi, numeri e scelte di chi guida un'impresa edile

Pubblicità

Quanto ti sta
costando
ogni cantiere?

Schermata di Portante: margine previsto per commessa

Ore, bolle e fatture finiscono sulla commessa mentre la squadra lavora. Non a fine lavoro.

Guarda come

Pubblicità

I costi
mentre lavori

Guarda
Margini · Guida con esempio

Margine di contribuzione e punto di pareggio di un'impresa edile

Quanti lavori servono per pagare ufficio, mezzi e personale prima di guadagnare il primo euro. Il calcolo in due righe.

di Margine di Cantiere7 minuti
In breve

Il margine di contribuzione è il fatturato meno i costi variabili di cantiere (materiali, subappalti, noli, ore in cantiere). Il punto di pareggio è il fatturato che copre i costi fissi dell'impresa: costi fissi annui ÷ margine di contribuzione in percentuale. Con 300.000 euro di fissi e il 18% di margine servono circa 1.667.000 euro di lavori l'anno prima di guadagnare.

Operai con casco al lavoro su un solaio in costruzione, visti dall'alto
I mezzi in deposito si pagano anche quando i cantieri sono fermi.

Cos'è il margine di contribuzione di un'impresa edile?

Il margine di contribuzione è quello che resta del fatturato dopo aver pagato i costi variabili, cioè i costi che esistono solo perché hai dei cantieri aperti. È la parte di ogni euro incassato che "contribuisce" a pagare i costi fissi dell'impresa. Quello che avanza dopo i fissi è l'utile.

Si scrive in due modi. In euro: fatturato − costi variabili. In percentuale: margine di contribuzione ÷ fatturato × 100. La percentuale è la più utile, perché ti dice quanti centesimi di ogni euro di lavori restano per tenere in piedi l'impresa.

Quali costi sono variabili e quali fissi?

Un costo è variabile se sparisce quando non lavori; è fisso se lo paghi anche con i cantieri fermi. La divisione non è sempre netta, ma per un'impresa edile di solito è questa.

Costi variabili (di cantiere)Costi fissi (dell'impresa)
Materiali comprati per il cantiereAffitto, utenze e spese dell'ufficio e del magazzino
Subappalti e lavoratori autonomiTitolare, impiegati, tecnico d'ufficio, chi fa i preventivi
Noli a freddo e a caldo, ponteggi a noleggioMezzi di proprietà o in leasing: rate, assicurazioni, bolli, manutenzione
Ore degli operai lavorate in cantiereCommercialista, consulente del lavoro, programmi, assicurazioni dell'impresa
Smaltimenti, trasporti e permessi del singolo lavoroInteressi e spese della banca

Attenzione agli operai dipendenti. Le ore lavorate in cantiere sono un costo variabile, ma lo stipendio lo paghi anche nei giorni di pioggia o tra un cantiere e l'altro. Quelle ore ferme sono un costo fisso. Se le metti tutte tra i variabili, il margine dei cantieri ti sembra più basso e i fissi più leggeri di quanto sono.

I numeri li trovi nel conto economico del bilancio. Lo schema previsto dal codice civile separa materie prime, servizi (dove di solito finiscono i subappalti), godimento di beni di terzi (noli, leasing, affitti) e personale (articolo 2425 del codice civile). Il personale però va diviso a mano tra cantiere e ufficio: il bilancio non lo fa per te.

Cos'è il punto di pareggio e come si calcola?

Il punto di pareggio è il fatturato che serve per coprire tutti i costi fissi, senza guadagnare e senza perdere. Si calcola così: costi fissi annui ÷ margine di contribuzione in percentuale.

Il ragionamento è semplice. Se ogni 100 euro di lavori te ne lasciano 18 per i fissi, e i fissi sono 300.000 euro l'anno, ti servono 300.000 ÷ 0,18 = 1.666.667 euro di lavori prima di guadagnare il primo euro.

Un esempio con un'impresa di 12 persone

Prendiamo un'impresa di ristrutturazioni con 9 operai, un tecnico, un'impiegata e il titolare, che fattura 2 milioni di euro l'anno.

VoceEuro all'anno
Fatturato2.000.000
Costi variabili di cantiere−1.640.000
Margine di contribuzione (18%)360.000
Personale non di cantiere (titolare, tecnico, impiegata)−150.000
Mezzi: leasing, assicurazioni, manutenzione−70.000
Ufficio e magazzino−36.000
Consulenti, programmi, assicurazioni−30.000
Banca e interessi−14.000
Totale costi fissi−300.000
Utile prima delle imposte60.000

Esempio con numeri inventati, per mostrare il metodo.

Il punto di pareggio è 300.000 ÷ 0,18 = circa 1.667.000 euro. L'impresa fattura 2 milioni, quindi ha un cuscinetto di circa 333.000 euro: il 16,7% del fatturato. Se l'anno prossimo i lavori calano di un sesto, l'utile va a zero.

Diviso per mese il conto è ancora più chiaro: 25.000 euro di fissi al mese chiedono circa 139.000 euro di lavori prodotti ogni mese. Un mese da 100.000 euro, con i fissi uguali, è un mese in perdita anche se tutti i cantieri guadagnano.

Un cantiere può guadagnare e l'impresa perdere lo stesso: succede quando i lavori non bastano a pagare i fissi.

Come si usa il margine di contribuzione nei preventivi

Ogni preventivo va letto con questa domanda: quanto margine di contribuzione porta questo lavoro? Un lavoro che lascia il 10% contro una media del 18% riempie le giornate degli operai, ma per pagare i fissi te ne servono quasi il doppio.

A volte prendere un lavoro con margine basso ha senso: per esempio in un mese vuoto, quando gli operai sarebbero comunque pagati. In quel caso il conto giusto è: il lavoro copre i costi che altrimenti non avrei? Se sì, aiuta. Ma se diventa la regola, il punto di pareggio sale e l'impresa lavora tanto per restare dove sta.

Come riferimento, nei prezzi delle opere pubbliche le spese generali (che in buona parte sono costi fissi) si contano tra il 13 e il 17% sopra i costi diretti (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, articolo 31, comma 2). Per la tua impresa conta però solo la percentuale che esce dai tuoi conti.

Cosa fare se il punto di pareggio è troppo alto

Il pareggio scende in due modi: alzando il margine di contribuzione o abbassando i fissi. Nell'esempio, entrambe le strade portano il pareggio da circa 1.667.000 a 1.500.000 euro.

SceltaFissiMargine di contribuzionePunto di pareggio
Situazione di oggi300.00018%1.666.667
Due punti di margine in più300.00020%1.500.000
30.000 euro di fissi in meno270.00018%1.500.000

Esempio con numeri inventati, per mostrare il metodo.

  1. Guarda il margine di ogni cantiere chiuso. Di solito due o tre tipi di lavoro abbassano la media. Su quelli alza i prezzi o smetti di farli.
  2. Controlla gli sconti. Due punti di margine sono spesso solo gli sconti fatti per chiudere i contratti.
  3. Fai la lista dei mezzi. Un mezzo che lavora pochi giorni l'anno costa meno a noleggio che di proprietà: il noleggio è un costo variabile, la rata no.
  4. Riduci le ore ferme. Programmare meglio i cantieri trasforma ore pagate e non lavorate in ore fatturate.
  5. Non inseguire solo il fatturato. Più lavori con margine basso alzano il volume, non l'utile. Prima sistemi il margine, poi cresci.

Rifai il conto ogni anno con il bilancio chiuso, e ogni volta che assumi una persona in ufficio o compri un mezzo: sono decisioni che spostano il pareggio per anni. Se la tua contabilità non separa costi di cantiere e costi d'impresa, chiedi al commercialista di aiutarti a dividerli la prima volta.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra margine di contribuzione e utile?

Il margine di contribuzione toglie dal fatturato solo i costi variabili. L'utile toglie anche i costi fissi. Prima si copre l'impresa, poi si guadagna.

Come si calcola il punto di pareggio?

Costi fissi annui diviso margine di contribuzione in percentuale. Con 300.000 euro di fissi e il 18% di margine servono circa 1.667.000 euro di lavori.

Lo stipendio degli operai è un costo fisso o variabile?

Le ore lavorate in cantiere sono variabili; le ore pagate e non lavorate (pioggia, attese, giorni tra un cantiere e l'altro) sono fisse. Conviene tenerle separate.

Che margine di contribuzione deve avere un'impresa edile?

Non esiste un numero giusto per tutti: deve bastare a coprire i tuoi fissi con un cuscinetto. Più alti sono i fissi, più alto deve essere il margine.

Ogni quanto va rifatto il calcolo?

Almeno una volta l'anno, con il bilancio chiuso. E ogni volta che cambiano i costi fissi, per esempio con un'assunzione in ufficio o un mezzo nuovo.

Fonti

  1. Normattiva: articolo 2425 del codice civile, contenuto del conto economico
  2. Gazzetta Ufficiale: D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, articolo 31 (spese generali e utile nei prezzi delle opere pubbliche)

Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se una norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.