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Spese generali e utile d'impresa: quanto metterli nei preventivi edili

Il 15 più 10 dei prezzari è un riferimento, non la misura della tua impresa. Come trovare la tua percentuale nel bilancio.

di Margine di Cantiere7 minuti
In breve

Le spese generali sono i costi dell'impresa che non appartengono a un solo cantiere (ufficio, personale non di cantiere, mezzi comuni, banca); l'utile è quello che resta dopo. Negli appalti pubblici, per i prezzi da costruire, si aggiunge tra il 13 e il 17% di spese generali e poi il 10% di utile. Nei lavori privati la percentuale giusta è la tua: spese generali dell'anno ÷ costi di cantiere.

Gru da cantiere sopra un edificio in costruzione con i ponteggi
Le spese generali non si vedono in cantiere, ma ogni preventivo deve pagarne una parte.

Cosa sono le spese generali di un'impresa edile?

Le spese generali sono i costi che l'impresa sostiene per stare in piedi e che non si possono attribuire a un solo cantiere. Si chiamano anche costi indiretti: l'ufficio, chi fa i preventivi e la contabilità, il titolare, i mezzi che girano tra più cantieri, le assicurazioni, il commercialista, la banca.

Ogni preventivo deve pagarne una parte. Se il prezzo copre solo materiali, manodopera, noli e subappalti, il cantiere sembra in attivo ma l'impresa, a fine anno, no.

Il codice dei contratti pubblici dà un elenco utile anche a chi lavora con i privati. Tra le spese generali comprese nel prezzo mette, per esempio: spese contrattuali, garanzie e polizze, la quota delle spese di sede, la gestione amministrativa del personale e la direzione tecnica di cantiere, l'impianto e lo smontaggio del cantiere, i trasporti, attrezzi e opere provvisionali, la custodia delle opere fino al collaudo (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, articolo 31, comma 4). Molte di queste voci, nei preventivi privati, vengono dimenticate.

Cos'è l'utile d'impresa?

L'utile d'impresa è quello che resta dopo aver pagato i costi diretti del cantiere e la sua parte di spese generali. Non è un costo, ma senza utile un'impresa non dura: serve a pagare le imposte, a comprare un mezzo nuovo senza chiedere un prestito, a reggere un cantiere andato male, a rendere qualcosa a chi ha messo i soldi.

Un punto da non sbagliare: se la tua è una ditta individuale o una società di persone, il lavoro del titolare spesso non compare tra i costi. Allora quello che chiami utile comprende anche il tuo stipendio. Per fare i conti giusti, metti tra le spese generali un compenso per il tuo lavoro, come se fosse un dipendente: l'utile vero è quello che avanza dopo.

Quali percentuali usano i prezzari e gli appalti pubblici?

Negli appalti pubblici, quando un prezzo manca nel prezzario e va costruito da zero, si parte dai costi di materiali, manodopera, noli e trasporti, si aggiunge una percentuale di spese generali tra il 13 e il 17%, scelta in base a importanza, natura, durata ed esigenze del lavoro, e infine il 10% di utile dell'esecutore (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, articolo 31, comma 2, lettere b e c).

PassaggioCon spese generali al 13%Con spese generali al 17%
Costi diretti100,00100,00
Spese generali13,0017,00
Utile 10% (su costi più spese generali)11,3011,70
Prezzo124,30128,70

Calcolo su 100 euro di costi diretti, per mostrare il metodo.

Le due percentuali si applicano una dopo l'altra, quindi l'utile si calcola anche sulle spese generali. Il ricarico totale sul costo va dal 24,3% al 28,7%.

I prezzari regionali di solito comprendono già spese generali e utile nei prezzi delle voci. Le percentuali applicate sono scritte nelle avvertenze iniziali di ogni prezzario: leggile prima di usare un prezzario come listino.

Perché nei lavori privati vanno calcolate sui tuoi numeri

Nei lavori privati quelle percentuali non valgono come regola: sono un riferimento pensato per le stazioni appaltanti, non la misura delle spese della tua impresa. Un'impresa con il titolare in cantiere e un ufficio piccolo può avere spese generali sotto il 10%. Un'impresa con ufficio tecnico, magazzino e molti mezzi può superare il 20%.

Se usi il 15% "perché si fa così" e le tue spese generali sono il 18%, ogni preventivo regala una parte dell'utile. Se sono il 10%, rischi di perdere lavori per un prezzo più alto del necessario.

Come calcolare la tua percentuale di spese generali dal bilancio

Si prende l'ultimo bilancio chiuso e si divide ogni costo in due gruppi: costi di cantiere e spese generali. Poi si confrontano. Il conto economico previsto dal codice civile ha già le voci che servono: materie prime, servizi, godimento di beni di terzi, personale, ammortamenti, oneri diversi (articolo 2425 del codice civile).

  1. Prendi i ricavi dell'anno. Ai ricavi aggiungi la variazione dei lavori in corso, cioè i lavori fatti e non ancora fatturati: è la produzione vera dell'anno.
  2. Separa i costi di cantiere. Materiali, subappalti, noli, operai, smaltimenti: tutto quello che puoi legare a un cantiere preciso.
  3. Somma le spese generali. Tutto il resto: ufficio, personale non di cantiere, compenso del titolare, mezzi comuni, consulenti, assicurazioni, banca.
  4. Fai la divisione. Spese generali ÷ costi di cantiere × 100. Questa è la percentuale da aggiungere ai costi diretti nei preventivi.
VoceEuro
Produzione dell'anno (ricavi e lavori in corso)1.500.000
Costi di cantiere (materiali, operai, subappalti, noli)−1.230.000
Personale d'ufficio, tecnico e compenso del titolare−110.000
Mezzi comuni a più cantieri−40.000
Consulenti, programmi, assicurazioni−26.000
Sede e magazzino−24.000
Banca e altre spese−20.000
Totale spese generali−220.000
Utile prima delle imposte50.000

Esempio con numeri inventati, per mostrare il metodo.

Le spese generali sono 220.000 ÷ 1.230.000 = 17,9% dei costi di cantiere. L'utile è solo il 3,3% della produzione. Questa impresa faceva i preventivi con il 15% di spese generali e il 10% di utile, come nei prezzari, e non capiva dove finisse la differenza.

Rifacciamo il prezzo di un lavoro da 100.000 euro di costi diretti. Con il 15% e il 10% il prezzo è 126.500 euro, ma tolte le spese generali vere (17.900) l'utile scende a 8.600 euro. Con il 17,9% e il 10% il prezzo diventa 129.700 euro e l'utile resta 11.800: quello voluto.

La percentuale di spese generali giusta è quella che esce dal tuo bilancio, non quella che usano gli altri.

Ogni quanto rifare il conto

Rifallo ogni anno, appena il bilancio è chiuso, e quando cambia qualcosa di grosso: un'assunzione in ufficio, un capannone in affitto, un mezzo nuovo. Se il fatturato scende e le spese generali restano uguali, la percentuale sale: i preventivi dell'anno dopo devono tenerne conto. Per dividere bene le voci la prima volta, chiedi al commercialista di sederti accanto con il bilancio aperto.

Domande frequenti

Spese generali e costi indiretti sono la stessa cosa?

In pratica sì. Sono i costi dell'impresa che non si possono attribuire a un solo cantiere: ufficio, personale non di cantiere, mezzi comuni, consulenti, banca.

Quanto sono le spese generali negli appalti pubblici?

Per costruire i prezzi che mancano nel prezzario si aggiunge tra il 13 e il 17% di spese generali sui costi, secondo l'Allegato I.7 del D.Lgs. 36/2023, articolo 31.

Quanto è l'utile d'impresa nei prezzi pubblici?

Il 10%, calcolato su costi più spese generali. Sul prezzo finale vale circa il 9%.

Nei lavori privati devo usare le stesse percentuali?

No, non sono obbligatorie. Conviene calcolare le spese generali dal proprio bilancio e decidere l'utile in base al rischio del lavoro.

Se sono una ditta individuale, il mio lavoro è una spesa generale?

Per fare prezzi giusti conviene trattarlo così: metti tra le spese generali un compenso per il tuo lavoro. L'utile vero è quello che resta dopo.

Fonti

  1. Gazzetta Ufficiale: D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, articolo 31 (spese generali tra 13 e 17% e utile del 10%)
  2. Normattiva: articolo 2425 del codice civile, contenuto del conto economico

Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se una norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.