Rating di legalità (2026): requisiti, come si chiede e a cosa serve
Un punteggio da una a tre stelle dato dall'AGCM. Non costa nulla, dura tre anni e la banca deve tenerne conto quando valuta un fido.
Il rating di legalità è un punteggio da una a tre stelle che l'AGCM assegna gratis, su domanda, alle imprese con sede operativa in Italia, almeno 2 milioni di euro di fatturato e iscritte al registro imprese da almeno due anni. Con il regolamento in vigore dal 16 marzo 2026 dura tre anni. Banche ed enti pubblici devono tenerne conto per credito e finanziamenti.
Cos'è il rating di legalità?
È un punteggio da una a tre stelle che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) dà, su domanda, alle imprese che rispettano una serie di requisiti di legalità. Non è un voto sui conti: dice che l'impresa e i suoi amministratori non hanno condanne, sanzioni e irregolarità di un certo peso, e premia chi fa qualcosa in più.
Lo ha creato l'articolo 5-ter del decreto-legge 1/2012. Le regole operative sono nel regolamento dell'AGCM. Da quest'anno le regole sono nuove: il regolamento approvato con la delibera n. 31812 del 27 gennaio 2026 è in vigore dal 16 marzo 2026 e ha sostituito quello del 2020 (AGCM, domande frequenti sul regolamento 2026).
Chi può chiederlo?
Lo può chiedere l'impresa, individuale o società, che rispetta insieme tre condizioni (AGCM):
- Sede operativa in Italia.
- Fatturato di almeno 2 milioni di euro nell'esercizio chiuso nell'anno prima della domanda, della singola impresa o del gruppo. Se il bilancio non è ancora approvato, si usa l'ultima dichiarazione IVA, da allegare.
- Iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni alla data della domanda.
Ecco come si applicano a tre imprese diverse.
| Impresa | Fatturato ultimo esercizio | Iscritta da | Può chiederlo? |
|---|---|---|---|
| Impresa A | 1,8 milioni | 12 anni | No, fatturato sotto i 2 milioni |
| Impresa B | 2,6 milioni | 18 mesi | No, iscritta da meno di due anni |
| Impresa C | 3,2 milioni | 7 anni | Sì, se rispetta anche gli altri requisiti |
Esempio con numeri inventati, per mostrare il metodo.
Gli altri requisiti sono quelli di legalità vera e propria. In sintesi: niente condanne o misure per i reati indicati nel regolamento (compresi quelli fiscali e sulla sicurezza sul lavoro), niente sanzioni definitive per illeciti antitrust o pratiche commerciali scorrette, niente violazioni definitive di un certo peso su tasse, contributi e sicurezza, niente provvedimenti interdittivi dell'ANAC. Il regolamento prevede alcune tolleranze, per esempio per i debiti pagati o rateizzati: il dettaglio va letto nel testo.
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GuardaCome si arriva a tre stelle?
Chi rispetta i requisiti di base ha una stella. Ogni requisito in più dimostrato vale un «+», e tre «+» fanno una stella in più, fino a un massimo di tre stelle (AGCM). Tra i requisiti in più, quelli che interessano di più a un'impresa edile sono questi:
- Iscrizione nella white list della Prefettura o nell'Anagrafe antimafia degli esecutori. Molte imprese edili ci sono già iscritte, perché serve per lavorare in alcune attività e in alcuni appalti.
- Adesione a protocolli di legalità firmati con Prefetture o associazioni di categoria.
- Tracciabilità dei pagamenti anche sotto le soglie di legge, per la maggior parte delle operazioni.
- Un modello organizzativo 231 o una funzione di controllo della conformità, anche affidata fuori.
- Modelli anticorruzione e codici etici di categoria.
Come si chiede, passo per passo
- Prepara gli strumenti. Servono un indirizzo PEC dell'impresa e la firma digitale del legale rappresentante (AGCM, domanda e procedimento).
- Registrati su WebRating. È la piattaforma online dell'AGCM. Al primo accesso ti registri all'area riservata.
- Compila il formulario. Dati dell'impresa, fatturato, le persone che il regolamento chiede di indicare, i requisiti in più con i documenti che li provano.
- Invia e aspetta. L'AGCM decide entro 60 giorni dalla domanda completa. Il termine si ferma se chiede informazioni ad altre amministrazioni. L'esito arriva via PEC.
La domanda non costa nulla. Costa invece tempo, soprattutto la prima volta, per raccogliere dati e documenti. Il commercialista o il consulente dell'impresa possono aiutare a preparare le carte.
Quanto dura?
Il rating dura tre anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta (AGCM). La durata di tre anni vale per i rating rilasciati dal 16 marzo 2026. Prima era di due anni: se la tua impresa ha un rating rilasciato con le vecchie regole, controlla subito la scadenza e le regole di passaggio sul sito dell'AGCM.
Il rating si può sospendere o revocare se un requisito viene meno. Per questo il regolamento chiede di comunicare all'AGCM i fatti che cambiano la situazione, per esempio una nuova condanna o una sanzione definitiva.
A cosa serve con la banca?
Serve a ottenere credito con meno tempo e meno costi di istruttoria. Lo dice il decreto MEF del 20 febbraio 2014, n. 57 (art. 4): le banche tengono conto del rating nell'istruttoria per ridurre tempi e costi, scrivono procedure interne su come lo usano, e lo considerano tra le variabili per valutare l'impresa e fissare le condizioni, quando lo ritengono rilevante.
Non è uno sconto automatico. Ma se la banca non ne tiene conto, deve spiegarlo alla Banca d'Italia con una relazione, come prevede la legge. Quando chiedi un fido, dichiara di avere il rating e chiedi alla banca come lo considera.
Il rating non sostituisce i bilanci. Ma davanti a due bilanci uguali, fa la differenza.
A cosa serve nei finanziamenti pubblici e negli appalti?
Nei bandi di finanziamento pubblico il rating dà un vantaggio. Il decreto 57/2014 (art. 3) dice che i bandi devono prevedere almeno una di queste tre cose per chi ha il rating: preferenza in graduatoria, punteggio in più, oppure una quota di fondi riservata.
L'AGCM ricorda che il rating conta anche nelle procedure di gara pubbliche. Come pesi, dipende dal singolo bando: leggi i criteri di valutazione prima di partecipare.
Per un'impresa edile sopra i 2 milioni di fatturato il rating ha senso per tre motivi. Il settore è controllato da vicino su antimafia, sicurezza e regolarità contributiva, quindi molti requisiti li hai già. I bandi per imprese e le gare usano criteri premiali. E con la banca è un argomento in più, scritto da un'autorità pubblica, che non costa nulla.
Domande frequenti
Quanto fatturato serve per il rating di legalità?
Almeno 2 milioni di euro nell'esercizio chiuso nell'anno prima della domanda, riferiti alla singola impresa o al gruppo.
Quanto dura il rating di legalità?
Tre anni dal rilascio, rinnovabile su richiesta. La durata di tre anni vale per i rating rilasciati dal 16 marzo 2026, data di entrata in vigore del nuovo regolamento AGCM.
Quanto costa chiederlo?
Niente: l'AGCM non chiede costi per il rilascio. Servono PEC e firma digitale del legale rappresentante per la domanda su WebRating.
In quanto tempo arriva la risposta?
L'AGCM decide entro 60 giorni dalla domanda completa. Il termine si sospende se l'Autorità chiede informazioni ad altre amministrazioni.
La banca deve darmi condizioni migliori se ho il rating?
Non in automatico. Per il decreto 57/2014 deve tenerne conto nell'istruttoria per ridurre tempi e costi e tra le variabili di valutazione, e se non lo fa deve spiegarlo alla Banca d'Italia.
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Fonti
- AGCM: rating di legalità, requisiti e punteggio
- AGCM: domande frequenti sul regolamento rating di legalità 2026
- AGCM: domanda e procedimento di attribuzione (WebRating)
- Normattiva: art. 5-ter del decreto-legge 1/2012
- Normattiva: decreto MEF 20 febbraio 2014, n. 57, art. 4 (rating e credito bancario)
Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se una norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.